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II sonno è uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, come il respirare e l’alimentarsi.
E’ una necessità istintiva, una grande riserva di energia dalla quale prelevare il carburante che permette di affrontare lo stress e le prove della vita quotidiana.
Paragonando le funzioni del dormire a quelle dell’alimentazione, si può dire che lo stato di sonno è come la fase digestiva, dove l’utilizzo migliore delle componenti nutritive del cibo serve per acquistare forza: infatti, soprattutto nella fase REM, tutto il metabolismo aumenta aiutando l’organismo a immagazzinare energia.
Dormire serve al sistema immunitario, al recupero biologico e fisiologico del cervello e al consolidamento della memoria.
Quando si dorme, il corpo ha la possibilità di ritemprarsi: il vissuto
della giornata viene rielaborato, i muscoli si rilassano e tutto il
corpo può reidratarsi e assorbire elementi nutritivi.
Durante il sonno si regola la temperatura del corpo,
il cuore e le arterie riposano, il sistema immunitario è quindi nelle
condizioni idonee per funzionare al meglio; inoltre la mente stanca si
rigenera ed il cervello elabora le cose da memorizzare: ciò che serve
viene archiviato mentre ciò che non serve viene scartato e dimenticato,
diventando essenziale per l’equilibrio conoscitivo ed emotivo durante
la vita da svegli.
Sono moltissime le funzioni che traggono beneficio
dal sonno: quando si dorme, l’apparato renale ed il fegato svolgono più
efficacemente l’attività di eliminazione delle tossine, il sistema
immunitario produce più anticorpi e il midollo osseo fabbrica globuli
rossi in gran numero.
Il sonno influisce anche sul funzionamento
dell’apparato endocrino: dormire male può avere come conseguenze la
riduzione delle difese immunitarie e portare ad un invecchiamento
precoce, mentre un sonno agitato può anche determinare sbalzi pressori
durante la notte, che di fatto possono aumentare il rischio di disturbi
cardiovascolari e cerebrovascolari.
Durante le ore notturne il sistema neurovegetativo,
uno dei principali meccanismi di controllo, tende a riportarsi in una
posizione di equilibrio, dopo una giornata in cui si è mantenuto in
fase di attivazione.
Durante il giorno, quando si è attivi, prevale l’azione dei nervi
simpatici, mentre durante il sonno e il riposo tutto si riporta
all’equilibrio, sino ad una prevalenza dei meccanismi vagali.
Un sonno ristoratore facilita il ripristino del sistema neurovegetativo, in mancanza del quale possono anche nascere patologie.
E’ perciò indubbio che la qualità del sonno influisca sulla qualità della vita e del benessere.
Dormire poco e male rende di cattivo umore e facilmente irritabili e,
nel tempo, può portare a disturbi d’ansia e persino alla depressione;
dormire poco e male diminuisce la capacità di concentrazione e
attenzione, diventando la causa della sonnolenza diurna che può essere
molto pericolosa.
Recenti studi, condotti da una giovane equipe
americana di endocrinologi, hanno addirittura messo in evidenza come
basti un breve periodo di sonno insufficiente per modificare in maniera
preoccupante alcuni valori ormonali che, se non monitorati in maniera
continua, possono condurre a fenomeni di alta pressione, perdita della
memoria, diabete e obesità.
Va sottolineato, però, che ciascuno di noi ha un diverso tipo di sonno, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Il sonno ha un carattere individuale, alla stessa stregua di un’impronta genetica o un tratto caratteriale.
Queste considerazioni purtroppo si scontrano con la comune prassi dei mass-media.
Infatti se finora grande enfasi viene dedicata
all’ambiente e all’alimentazione, all’inquinamento atmosferico e alla
attività fisica, ancora troppo poca è l’attenzione che viene dedicata
al sonno e alla sua influenza sulle condizioni di vita del singolo
individuo che, invece, ha una notevole importanza sia per la salute che
per il benessere.
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